Risarcimento da 2.500.000 euro per danni da parto causati da Ittero e Kernittero

Il caso in esame riguarda due gemelli nati in seguito ad una gravidanza medicalmente assistita all’età gestazionale di 33 settimane e 3 giorni, con taglio cesareo d’urgenza per rottura prematura delle membrane.
Il mancato monitoraggio in entrambi i neonati dei livelli ematici di bilirubina nonostante la presenza di fattori di rischio conosciuti ai sanitari quali la prematurità e la carenza, per entrambi i gemelli, dell’enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, G6PD, (condizione nota come favismo), determinava l’innalzamento dei valori della birilubina a livelli neurotossici. L’approccio terapeutico fornito dai sanitari era, inoltre, tardivo ed insufficiente.

A due giorni dal parto entrambi i neonati venivano trasferiti d’urgenza presso la Terapia Intensiva Neonatale di altra struttura sanitaria per iperbilirubinemia grave con necessità di exanguino trasfusione.

A circa nove mesi di vita, i bambini presentavano alterazioni dello sviluppo neuromotorio ed ipoacusia bilaterale quali esiti di sofferenza neurologica neonatale, con necessità sedute riabilitative fisioterapiche trisettimanali e controlli neurologici periodici. Uno dei due gemelli presenta inoltre lesioni cerebrali (iperecogenicità del talamo e dei nuclei della base) tipiche del danno neurologico da iperbilirubinemia.

Entrambi i gemelli, a causa dei danni neurologici da eccesso di birilubina, sono tuttora affetti da paralisi cerebrale infantile.

Linee Guida italiane ed internazionali prevedono un attento programma di monitoraggio dell'ittero neonatale , basato su normogrammi che rapportano il livello di bilirubina all’età gestazionale ed all’ora di vita, al fine d’improntare tempestivamente gli interventi terapeutici più appropriati.

I legali di fiducia dei genitori, con esperienza in danni al neonato, venivano  incaricati di fornire un inquadramento giuridico del caso e di chiedere il risarcimento del danno alla struttura sanitaria responsabile.

La documentazione clinica dei neonati veniva analizzata da un neonatologo e da un medico legale fiduciari dello studio e veniva redatta una dettagliata relazione medico legale indicante i profili di censurabilità della condotta medica ed il collegamento diretto tra tale condotta ed i danni subiti dai neonati.

Instaurata una trattativa con la compagnia assicuratrice della struttura sanitaria, lo Studio giungeva alla sottoscrizione di un accordo che ha comportato il versamento in favore della famiglia dei neonati da parte della compagnia d'assicurazioni e della struttura sanitaria di un risarcimento di 2.500.000,00 euro.

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