Encefalopatia Ipossico-Ischemica: risarcimento per errori medici

Encefalopatia Ipossico-Ischemica: definizione

L'encefalopatia ipossico-ischemica è una lesione cerebrale causata dalla diminuzione o totale interruzione dell’apporto di ossigeno o di sangue nell’encefalo del bambino durante o in prossimità del parto.

Il termine "encefalopatia ipossico-ischemica" significa letteralmente danno all'encefalo – cioè al contenuto della scatola cranica, comprendente il cervello – causato da una diminuzione dell'ossigeno in uno o più tessuti del corpo del feto, compreso il sangue, o da una riduzione o interruzione del flusso sanguigno del feto.

L'encefalopatia ipossico ischemica può determinare gravi danni permanenti quali la paralisi cerebrale infantile, anche nella sua forma più grave della tetraparesi spastica.

Gli errori medici che possono causare encefalopatia ipossico ischemica

Le condotte mediche erronee che possono causare l'encefalopatia ipossico-ischemica includono:

Come si è visto sopra, l'EII può essere causata da errori medici durante il parto e/o successivamente al parto.

Di seguito ci soffermeremo sui presupposti indispensabili per l'ottenimento del risarcimento in caso di encefalopatia ipossico-ischemica causata da errori commessi durante il parto dal ginecologo e/o delle ostertriche.

I presupposti del risarcimento dell'EII causata da errori commessi durante il parto

In presenza di encefalopatia ipossico-ischemica sospettata alla nascita e di errori medici commessi da ginecologi ed ostetrici non sempre è possibile ottenere il risarcimento del danno.

In altri termini, la presenza di errori medici non implica necessariamente che l'encefalopatia del neonato sia attribuibile ad essi e che sia perciò risarcibile. Il risarcimento presuppone infatti la dimostrazione del collegamento tra l'errore medico e lo sviluppo dell'encefalopatia.

Il danno psico-motorio da EII e può essere attribuito a comportamenti erronei dell'ostetrica e/o del ginecologo che abbiano assistito la gestante durante il parto solo in presenza di precisi indici medici che possano far collocare l'insulto ipossico-ischemico nel periodo intra-partum (durante il parto).

E' nel periodo durante il parto, infatti, che la gestante avrebbe dovuto essere assistita dall'ostetrica e/o dal ginecologo. In altri termini, è in tale periodo che sicuramente sorge un obbligo di cura in capo ai sanitari che assistono la gestante.

Esiste attualmente un convergere di dati della Letteratura nazionale ed internazionale circa i criteri utili per determinare il timing intrapartum dell'asfissia, cioè per correlare retrospettivamente il danno cerebrale ad un evento ipossico intrapartum e l’eventuale relazione causale fra ipossia peripartum e PCI.

Sono stati individuati tre criteri essenziali e cinque criteri complementari.

Criteri essenziali per la riconducibilità dell'EII al parto

I tre criteri essenziali per collocare l'insulto cerebrale nel periodo durante il parto sono:

  • Presenza di acidosi metabolica, caratterizzata da pH inferiore a 7.0, deficit di basi superiore a 12 mmol/L e pO2 arteriosa inferiore a 40 mmHg: se il sangue nell’arteria ombelicale è acidemico (indice di acidosi, cioè di presenza di acido nei tessuti), significa che si è verificato un metabolismo anaerobico, ossia un metabolismo senza ossigeno. Il metabolismo anaerobico indica un evento anossico, cioè che il feto è rimasto privo ossigeno
  • Presenza di encefalopatia neonatale grave o moderata in neonati a termine o presso il termine;
  • Paralisi cerebrale infantile di tipo tetraplegico spastico o discinetico.

Criteri complementari per la riconducibilità dell'EII al parto

Si tratta di criteri non specifici di danno cerebrale se presi singolarmente ma la presenza dei quali contribuisce a collocare l'insulto asfittico durante il parto. In altri termini, tali criteri aiutano a collocare il momento eziopatogenetico di danno cerebrale nel peripartum:

  • Presenza di un evento ipossico ‘sentinella’ (accidenti della placenta e degli annessi che interferiscono con il supporto ematico fetale) immediatamente prima o durante il travaglio;
  • un improvviso, rapido ed importante alterazione del battito cardiaco fetale successivo all’evento ipossico sentinella, nel contesto di un tracciato cardiotocografico precedentemente normale
  • Apgar < 6 al V minuto
  • Evidenza di lesioni a carico dell’encefalo individuabili alle tecniche di neuroimaging;
  • Evidenza di danno d’organo multisistemico nel periodo neonatale

E' possibile attribuire l'encefalopatia ad errori durante il parto anche in mancanza di acidosi metabolica?

L'impostazione secondo cui la collocazione nel periodo peripartum dell'insulto ipossico-ischemico è condizionata dalla presenza dei succitati tre criteri essenziali è stata smentita dalla più recente letteratura scientifica.

In particolare un studio del 2010 (Yeh et al.) ha evidenziato come sia possibile che in alcuni casi l'insulto ipossico ischemico intra-partum si verifichi anche in assenza di acidosi metabolica.

Lo studio citato ha rivelato che il 10%-15% dei soggetti studiati (lo studio escludeva neonati con anomalie congenite più gravi) riportava risultati negativi a livello neurologico con un pH tra il 7.0 e 7.11; anche nei soggettti con convulsioni ed encefalopatia si riscontrava un pH > 7.10 mentre nel 39% un pH oltre 7.20.

Ciò può verificarsi per molte ragioni. Ad esempio, se il feto ha una circolazione e una perfusione povera, i materiali acidi prodotti a causa del metabolismo anaerobico non si sposteranno nel corpo del neonato tramite la normale circolazione sanguigna. Ricontrollando le tracce del monitoraggio cardiaco fetale, si rileveranno, spesso, condizioni cardiache che provocano una circolazione e perfusione ridotta. Un evento catastrofico che può verificarsi senza l’acidemia è l’occlusione completa del cordone ombelicale. Questo evento breve ma intenso può provocare lesioni al cervello con un acidemia bassa o totalmente assente.

Di conseguenza sarebbe possibile, in tali determinati casi, ottenere un risarcimento del danno causato da errore medico durante il parto anche quando uno dei tre elementi essenziali della riconducibilità dell'insulto ipossico-ischemico al periodo intrapartum – l'acidosi metabolica – non risulti dall'esame dei gas del sangue del cordone ombelicale.

In presenza dei presupposti, quali sono i danni risarcibili?

I danni risarcibili in caso di encefalopatia ipossico ischemica dovuta a colpa medica sono i seguenti:

  • Danno alla salute del bambino: i bambini affetti da encefalopatia ipossico ischemica o dalle condizioni ad essa associate sono portatori di invalidità gravissima di tipo permanente. Di conseguenza il danno avrà spesso un importo pari al massimo liquidabile in base alle tabelle sul risarcimento del danno
  • Danno morale ed esistenziale del bambino: il relativo risarcimento è volto a compensare il dolore e lo stravolgimento della vita subiti dal bambino a causa della condizione menomativa. L'importo del risarcimento è calcolato con criterio equitativo dal giudice
  • Danno alla salute dei genitori: il danno alla salute subito da genitori comprende il danno psico-fisico e alla vita di relazione, il pregiudizio alla carriera professionale, il danno alla sfera sessuale (rifiuto psicologico alla procreazione).
  • Danno morale ed esistenziale dei genitori: si tratta del dolore e dello stravolgimento della vita subiti dai genitori in conseguenza della condizione di cui è affetto il figlio. L'importo del risarcimento è liquidato in via equitativa ed ammonta generalmente, per ciascun genitore, alla metà del danno morale ed esistenziale liquidato al bambino.
  • Danno economico del bambino (perdita della capacità di produrre reddito): si tratta della perdita della capacità di produrre reddito da parte del soggetto affetto da paralisi cerebrale. Il relativo risarcimento sarà finalizzato a far ottenere al bambino la retribuzione che avrebbe potuto percepire nel corso della sua vita lavorativa se non fosse stato affetto da encefalopatia ipossico-ischemica. L'importo di tale danno viene calcolato dal giudice mediante criterio equitativo.
  • Danno economico dei genitori (spese future per la cura ed assistenza del figlio): si tratta delle spese per l’assistenza e le cure che la famiglia dovrà sostenere durante tutta la vita del bambino. Tale danno raggiunge un importo spesso maggiori della somma dei danni alla salute e del danno economico del bambino. Tale danno viene quantificato dal giudice mediante un criterio equitativo.

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