La precoce fuoriuscita di liquido amniotico durante la gravidanza è associata ad un aumento del rischio di lesioni al neonato. Alcune gestanti hanno difficoltà a capire se stiano veramente perdendo liquido amniotico o se si tratti della fuoriuscita di un'altra sostanza (come l'urina o le perdite vaginali). Quindi è importante consultare un medico se c'è qualche incertezza. Continuate a leggere per saperne di più sulla funzione del liquido amniotico, i livelli normali del liquido amniotico nelle varie fasi della gravidanza e quali condizioni possono essere sospettate in seguito in caso di perdita.
L'encefalopatia ipossico-ischemica è una lesione cerebrale causata dalla diminuzione o totale interruzione dell’apporto di ossigeno o di sangue nell’encefalo del bambino durante o in prossimità del parto. Il termine "encefalopatia ipossico-ischemica" significa letteralmente danno all'encefalo – cioè al contenuto della scatola cranica, comprendente il cervello – causato da una diminuzione dell'ossigeno in uno o più tessuti del corpo del feto, compreso il sangue, o da una riduzione o interruzione del flusso sanguigno del feto. L'encefalopatia ipossico ischemica può determinare gravi danni permanenti quali la paralisi cerebrale infantile, anche nella sua forma più grave della tetraparesi spastica.
Molti casi di paralisi cerebrale infantile sono causati da complicanze che si verificano intorno al momento del parto (danni da parto). Partendo da tale constatazione, Sandra Julsen Hollung e colleghi hanno ipotizzato che i miglioramenti nella cura ostetrica e neonatale potrebbero ridurre l'incidenza della paralisi cerebrale infantile.
L'encefalopatia ipossico-ischemica, un tipo di danno cerebrale neonatale causato dalla privazione di ossigeno durante o intorno al momento della nascita, è stato collegato a una varietà di condizioni verificabili durante gravidanza. Il gruppo di ricerca ucraino composto da Inna Skarga-Bandurova e colleghi ha recentemente pubblicato uno studio sui fattori di rischio di l'ipossia fetale cronica (cioè la privazione dell'ossigeno a lungo termine). Ha analizzato i dati di 186 donne incinte tra le 12 e le 38 settimane di gestazione. Tra queste donne, 81 bambini hanno avuto ipossia neonatale e 105 no.
Secondo uno studio pubblicato sull'International Journal of Epidemiology, l'uso di aspirina e acetaminofene durante la gravidanza è stato collegato alla possibilità di sviluppo di paralisi cerebrale nel feto. Ricercatori dell'Università di Copenhagen, in Danimarca, hanno analizzato circa 190.000 coppie madre-figlio durante questo studio e hanno scoperto che le donne che hanno assunto l'aspirina almeno una volta durante la gravidanza avevano più del doppio delle probabilità di avere bambini con paralisi cerebrale spastica bilaterale.
Uno dei principali fattori di rischio di paralisi cerebrale infantile è il danno alla sostanza bianca del cervello. Nei neonati pretermine, il danno alla sostanza bianca spesso deriva da asfissia (privazione di ossigeno), ma nei neonati a termine la causa del danno può essere talvolta difficile da determinare. Tuttavia, una nuova ricerca di Arne Jensen e Bert Holmer, pubblicata su Obstetrics and Gynecology International, fornisce prove che il danno alla sostanza bianca è spesso il risultato della sproporzione cefalopelvica (CPD) e del travaglio prolungato.
La paralisi cerebrale (CP) è un disturbo non progressivo che colpisce il controllo motorio. Anche se i fattori genetici e ambientali possono entrambi svolgere un ruolo, la paralisi cerebrale è più spesso causata da danni al cervello di un bambino che si verificano durante la gravidanza, la nascita o il periodo neonatale

Terapia mediante infusione di cellule staminali

mercoledì, 12 dicembre 2018 di
Drew Kijek, un bambino di 11 anni di Detroit affetto da una forma grave di paralisi cerebrale infantile, è stato uno dei primi bambini al mondo ad essere sottoposto a trattamento mediante infusione di cellule staminali. Il trattamento è stato effettuato nel 2013 nell’ambito di uno studio dell’FDA (l’agenzia per il farmaco Statunitense) : le

Terapia mediante nanotecnologie

mercoledì, 12 dicembre 2018 di
Quasi tre anni fa, un team guidato da un ricercatore pediatrico di Detroit ha dimostrato che la terapia con ipotermia (raffreddamento del cervello) può ridurre drasticamente i casi di morte e disabilità fisiche e mentali provocati da un apporto ridotto ossigeno e sangue nel cervello. Quando un bambino a termine riceve il trattamento dell’ipotermia entro
La terapia del freddo fa notizia a causa del suo potenziale nel prevenire lesioni celebrali nei neonati. Nuove statistiche rivelano che il tasso di paralisi cerebrale dopo un episodio di encefalopatia ipossico ischemica presso l’ospedale pediatrico di Phoenix era intorno al 30%; tuttavia, dal momento che i medici hanno cominciato con la terapia del freddo
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