Ictus fetale

Il trattamento per l’ictus fetale va effettuato immediatamente e deve essere seguito da riabilitazione al fine di evitare ulteriori danni, lesioni o complicazioni.

Cos'è l'ictus fetale?

Noto anche come infarto del cervello, è un ictus che può colpire il feto dalla 14ma settimana di gestazione al travaglio e al parto. Viene causato da una restrizione o da un blocco del flusso sanguigno al cervello. Questa restrizione può essere causata da qualsiasi fattore che causi una diminuzione o ostruzione del flusso sanguigno come un’encefalopatia ipossico ischemica, un trauma, la formazione di un coagulo all’interno di un vaso sanguigno, un’emorragia interna. Quando il flusso del sangue al cervello si blocca, le cellule cerebrali possono morire, il che determina una lesione permanente o mortale. Un ictus fetale può anche causare la paralisi cerebrale, l’epilessia e ritardi cognitivi.

Le cause dell'ictus fetale

L’ictus fetale è una delle cause più comuni e conosciute di paralisi cerebrali nei neonati portati a termine o prematuri.
La seguente lista include fattori di rischio comuni o cause dell’ictus fetale:

  • Asfissia neonatale o encefalopatia ipossico ischemica. Questo accade quando il feto viene deprivato dell’adeguata fornitura di ossigeno e può causare l’ictus.
  • Trauma. Un trauma può essere causato da varie situazioni. Fra queste il travaglio stesso ed altre forzature sul bambino esercitate da coloro che tentano di farlo nascere. L’uso improprio di forcipe e ventosa possono causare lesioni al cervello che vanno dall’emorragia cerebrale, alle contusioni, alla rottura di vasi sanguigni nel cervello e tessuto cerebrale e la pressione esercitata sul cervello con conseguente cambiamento del flusso sanguigno. Un trauma può anche essere causato dall’effetto cumulativo di periodi prolungati di contrazioni e spinta, che abbiano forzato la testa del bambino ripetutamente contro il bacino della madre. Tutti questi eventi traumatici possono causare un ictus. Il trauma a sua volta può causare la formazione di coaguli nei vasi sanguigni (trombosi) che causano l’ictus.
  • Preeclampsia (anche nota come gestosi e tossiemia gravidica). Accade quando una donna incinta presenta ipertensione e proteine nelle urine dopo la 20ma settimana di gestazione. La preeclampsia può causare una riduzione del flusso sanguigno dalla placenta al bambino e, di conseguenza, un ictus.
  • Rottura prematura delle membrane (o acque). Accade quando c’è una rottura della membrana del sacco amniotico e corion più di un’ora prima dell’inizio del travaglio. Una rottura prolungata delle membrane si ha quando il sacco amniotico si rompe o perde liquidi per più di 18 ore prima dell’inizio del travaglio. Più a lungo le membrane sono rotte, maggiore è la probabilità che la placenta e il feto contraggano infezioni come la corionamnionite. Infezioni prenatali possono causare ictus fetale.
  • Corionamniotite. E’ una infiammazione delle membrane fetali (amnios e corion) causata da un’infezione batterica. Quando si verifica questa infezione, la terapia deve essere iniziata subito, perché il bambino è a rischio di contrarre meningite e il cervello suscettibile a emorragie, che possono causare un ictus. In genere, gli antibiotici vengono somministrati e il bambino viene fatto nascere immediatamente tramite taglio cesareo.
  • Diabete Gestazionale. Donne con diabete gestazionale sono a rischio di avere un bambino macrosomico (bambino che pesa più di 4kg al parto), dato che un aumento del glucosio e dell’insulina nel sangue stimolano la crescita del feto. Quando il feto è grande, il parto vaginale risulta più difficoltoso e potrebbe indurre il medico a usare ventosa o forcipe, il che aumenta la probabilità di un trauma nel bambino. Il diabete gestazionale può anche causare ridotta perfusione utero-placentare, una condizione grave che colpisce il flusso di sangue tra la madre e il bambino. La ridotta perfusione utero-placentare è una riduzione del flusso di fluidi, compreso il sangue, da e verso la placenta. Questo causa una condizione medica chiamata disfunzione endoteliale, in cui le cellule piatte che rivestono i vasi sanguigni vengono danneggiate, causando l’indurimento e l’ispessimento delle arterie. Il risultato è l’ipertensione (pressione alta anomala) pericolosa per la vita sia della madre che del bambino. Inoltre può anche causare la preeclampsia, un’altra condizione molto grave. Sia l’ipertensione che la preeclampsia possono causare un ictus nel cervello del bambino.
  • Distacco della placenta. Il distacco della placenta si verifica quando la placenta si distacca dall’utero prima della nascita del bambino. La placenta è l’organo che fornisce il feto di nutrimento e ossigeno. Il distacco della placenta può causare emorragie abbondanti e gravi riducendo pertanto il flusso sanguigno al cervello del bambino, provocando un ictus.
  • Emorragia feto-materna. Questa emorragia causa una riduzione del flusso di sangue e ossigeno al bambino e può essere causa di ictus. Il distacco della placenta e la trombocitopenia alloimmune neonatale sono condizioni che possono causare l’emorragia feto-materna.
  • Trombosi della placenta. Questo accade quando un coagulo di sangue si forma nella placenta o nelle vene dell’utero. Può causare un ictus perché ostruisce il flusso sanguigno.
  • Sindrome di trasfusione tra gemelli o trasfusione feto-fetale. Questo accade quando il sangue fluisce da un gemello all’altro e può causare problemi a entrambi i gemelli causando ictus.

Fattori di rischio di ictus fetale

Ulteriori condizioni mediche che potrebbero aumentare il rischio di ictus fetale sono:

  • Malattie cardiache, incluse quelle congenite, dotto arterioso pervio e atresia della valvola polmonare.
  • Malattie del sangue dovute a insufficienze o mutazioni nei fattori di coagulo e la sindrome di iper-viscosità che rendono il sangue del neonato più suscettibile a coaguli o emorragie. Sangue, omocisteina, e disturbi dei lipidi includono la policitemia, coagulopatia intravascolare disseminata, la mutazione del fattore V di Leiden, deficit di proteina S e proteina C, mutazione della protrombina, lipoproteina (a), e fattore VIII.
  • Le infezioni che causano uno stato di iper-coagulabilità del sangue sono indicate come fattori di rischio per le malattie cerebro-vascolari. Le infezioni del sistema nervoso centrale e le infezioni sistemiche sono fattori di rischio perinatale.
  • Uso di cocaina da parte della madre durante la gravidanza.
  • Malattie della madre come quelle congenite cardiache, malattie autoimmuni, patologie che riguardano la coagulazione o livello alto di anticorpi anticardiolipini.
  • Ipertensione (pressione alta) o ipotensione (pressione bassa) della madre.

Segni e sintomi di ictus fetale

I sintomi di un ictus fetale potrebbero non rivelarsi fino a mesi o anni successivi all’ictus. In alcuni casi il bambino si sviluppa normalmente, ma ad un ritmo più lento rispetto ad altri bambini, o mostra ritardi dello sviluppo. Un bambino che ha subito un ictus più serio, causando maggiori lesioni al cervello, potrebbe avere le crisi epilettiche.
Fra i segni e i sintomi di ictus fetale sono inclusi:

  • Crisi epilettiche
  • Problemi di alimentazione
  • Problemi di respirazione e apnea
  • Preferenza prematura nell’uso di una mano rispetto all’altra
  • Ritardi nello sviluppo, come ad esempio nel rotolarsi o camminare a gattoni, rispetto alla norma

La diagnosi dell'ictus fetale

Una diagnosi ed una terapia tempestiva sono fondamentali per il ricovero e recupero da un ictus fetale. Qui sotto seguono degli esami che si possono utilizzare nella diagnosi di un ictus:

  • Esami del sangue
  • La risonanza magnetica: esame che usa magneti, onde radio e tecnologia informatica per produrre immagini del cervello.
  • L’angiografia a risonanza magnetica: risonanza magnetica specifica alle arterie nel cervello.
  • La venografia a risonanza magnetica: è una risonanza magnetica specifica alle vene nel cervello.
  • La tomografia assiale computerizzata (TAC). Un esame che produce immagini del cervello usando raggi-X e un computer.
  • La tomografia angiografica assiale computerizzata. Un esame che produce immagini delle arterie del cervello tramite raggi-X.
  • L’ecografia al cervello. Esame effettuato mediante l’utilizzo di ultrasuoni che rimbalzano sugli organi per creare un immagine del cervello.
  • La rachicentesi (o puntura lombare): una procedura che si esegue per raccogliere liquido cerebro-spinale per esami diagnostici.

Il trattamento dell'ictus fetale

Il trattamento va effettuato immediatamente e deve essere seguito da riabilitazione al fine di evitare ulteriori danni, lesioni o complicazioni. I medici devono assicurarsi che il neonato abbia un flusso adeguato di ossigeno e circolazione sanguigna. L’equipe medica potrebbe somministrare liquidi o farmaci anti-coagulanti per endovena al fine di evitare un ictus ricorrente. Se il team medico di turno non riconosce i sintomi dell’ictus, potrebbe seguirne un altro più grave causando lesioni maggiori al cervello del neonato.
L’ipotermia terapeutica indotta dal raffreddamento della testa o del corpo somministrata entro le 6 ore dalla nascita per 72 ore è risultata benefica nel ridurre morte e disfunzioni neurologiche.
La terapia combinata di ipotermia e la somministrazione di agenti farmacologici o di fattori di crescita che incrementano gli esiti neurologici possono essere usati per i cervelli danneggiati dei neonati, come quelli che hanno subito un ictus.
A volte i sintomi di un ictus non si manifestano per mesi o anni dopo l’accaduto. La terapia per un ictus viene determinata in base all’età del bambino, ai segnali o sintomi che manifesta, alla parte del cervello danneggiata, o in base alla presenza di altre condizioni in corso che hanno causato l’ictus.
Varie terapie sono pertanto possibili. Per esempio un bambino che ha crisi epilettiche potrebbe aver bisogno di farmaci anti-epilettici, mentre un bambino con una patologia cardiaca potrebbe aver bisogno di anti-coagulanti. Per la maggior parte dei bambini è necessaria una terapia di riabilitazione adatta all’età.
Le lesioni al cervello che si verificano durante un ictus possono provocare altri problemi che potrebbero influire sulla vita del bambino, fra i quali sono inclusi:

I bambini che hanno subito un ictus dovranno essere seguiti da medici specialistici che possano seguirli ed aiutarli a convivere con la loro condizione. Tali specialisti potrebbero includere medici specializzati in riabilitazione e logoterapia. La cura del bambino potrebbe essere seguita da uno specialista neuro-riabilitativo, ossia un medico specializzato in diverse terapie che aiutino il bambino ad affrontare le problematiche determinate dall’ictus.

L'ictus fetale aumenta il rischio di sviluppare encefalopatia ipossico-ischemica

L’ictus fetale incrementa la probabilità che si verifichi l’encefalopatia ipossico-ischemica. Infatti studi scientifici che esaminano studi radiologici (come le risonanze magnetiche) hanno dimostrato che l’ictus fetale e l’encefalopatia ipossico ischemica spesso si verificano insieme. L’encefalopatia ipossico ischemica, o l’asfissia neonatale, è una condizione in cui una mancanza di ossigeno al cervello del bambino causa la morte delle cellule dell’encefalo e lesioni al sistema nervoso centrale, incluso il cervello e il midollo spinale. Questa mancanza di ossigeno è dovuta a una mancanza di ossigeno nel sangue del bambino (ipossia) e ad una diminuzione del flusso sanguigno (ischemia) al tessuto cerebrale.
Molte complicazioni che causano l’encefalopatia ipossico ischemica possono anche causare l’ictus fetale ed entrambi possono causare complicazioni che hanno un effetto più a lungo termine come la paralisi cerebrale infantile, l’epilessia, problemi nello sviluppo e ritardo mentale.

L’ipotermia terapeutica è la terapia adottata sia per bambini che soffrono di encefalopatia ipossico-ischemica, sia per coloro che hanno avuto un ictus e può ridurre la gravità delle lesioni a livello neurologico che risultano da entrambe le condizioni mediche.

Assistenza per le vittime di ictus fetale

Esistono molte condizioni mediche che possono causare l'ictus fetale. Quando tali condizioni o qualsiasi fattore di rischio sono presenti, è fondamentale che il medico tenga sotto stretto controllo la madre e il bambino durante la gravidanza e somministri le cure e terapie necessarie per curare le condizioni che possono condurre ad un ictus. Il ginecologo ed il team di assistenza al parto devono avere la capacità di gestire in modo tempestivo qualsiasi problema che sorga durante il travaglio o il parto e che possa determinare nel feto una diminuzione di sangue ed ossigeno.
Omissioni nel tenere sotto controllo la madre ed il bambino durante la gravidanza ed il parto sono atti di negligenza. Anche il mancato rispetto degli standard e delle linee guida di cura prestabiliti, ed il non aver agito in modo tempestivo costituiscono condotte censurabili. Se tali condotte hanno avuto come conseguenza lesioni alla madre o al bambino, si verifica un caso di malasanità e si potrebbe aver diritto ad un risarcimento dei danni.

Danni risarcibili

Se, a causa di errore medico, il tuo bambino è stato colpito da ictus fetale ed ha sviluppato lesioni cerebrali permanenti, i danni risarcibili saranno i seguenti:

  • Danno alla salute del bambino: in considerazione del fatto che i bambini affetti da lesioni cerebrali permanenti hanno gradi di invalidità elevatissimi, il danno avrà spesso un importo vicino o pari al massimo liquidabile in base alle tabelle sul risarcimento del danno
  • Danno alla salute dei genitori: il danno alla salute subito da genitori comprende il danno psico-fisico ed alla vita di relazione, il pregiudizio alla carriera professionale e il danno alla sfera sessuale (rifiuto psicologico alla procreazione)
  • Danno economico del bambino (perdita della capacità di produrre reddito): si tratta della perdita della capacità di produrre reddito da parte del soggetto affetto dalla condizione menomativa. L’importo di tale danno sarà pari alla retribuzione che il soggetto avrebbe potuto percepire nel corso della sua vita lavorativa se non fosse stato affetto dalla lesione
  • Danno economico dei genitori (spese future per la cura ed assistenza del figlio): si tratta delle spese per cure ed assistenza che la famiglia del bambino dovrà sostenere durante tutta la vita del bambino. Tale danno raggiunge importi spesso maggiori della somma dei danni alla salute e del danno economico del bambino.

Cosa fare in caso di danni da malasanità nel parto

Gli avvocati dello Studio legale GRDLEX, sono specializzati in lesioni neonatali causate da negligenza od imperizia del medico e quindi anche in casi di ictus fetale. Se il tuo bambino ha subito un ictus e non è stato sottoposto tempestivamente alle terapie necessarie, contatta un nostro avvocato specializzato in responsabilità medica attraverso il nostro modulo online. Lo studio legale GRDLEX è sito in Roma e segue i propri clienti su tutto il territorio nazionale. Potresti aver diritto al risarcimento dei danni subiti dal tuo bambino e dalla tua famiglia a causa di errori del personale medico che ha seguito la gravidanza e prestato assistenza al parto.

Importante: tutta la procedura non ha alcun costo. Dovrai pagarci solo se e quando otterrai il risarcimento.

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