Prolasso del cordone ombelicale

Quando è diagnosticato il prolasso, è necessario che il parto avvenga il prima possibile

In caso di parto fisiologico senza complicazioni il bambino fuoriesce dal canale del parto prima del cordone ombelicale. Alcune volte, tuttavia, si verifica una situazione chiamata prolasso del cordone ombellicale: il cordone ombelicale scende, attraverso il collo dell’utero, nella vagina, posizionandosi prima del bambino. Ciò accade, il più delle volte, contemporaneamente alla rottura della sacca amniotica (rottura delle acque), quando il feto si muove nel canale del parto. In caso di prolasso del cordone ombelicale, l'apporto di ossigeno e  sangue al feto possono essere parzialmente o totalmente interrotti. In tale circostanza è necessario che il bambino sia immediatamente partorito in modo da poter assumere ossigeno autonomamente  attraverso la respirazione polmonare.

Tipi di prolasso del cordone ombelicale

Sono conosciuti due tipi di prolasso del cordone ombelicale:

  • Prolasso manifesto. E’ il tipo più comune e si verifica quando il cordone ombelicale fuoriesce dalla cervice o dalla vagina prima del bambino e può essere visto o sentito dai medici che assistono il parto.

  • Prolasso occulto. Si verifica quando il cordone scende di fianco al bambino senza superarlo.

Cause e sintomi di prolasso del cordone ombelicale

Le cause del prolasso del cordone ombelicale possono essere di vario tipo. Esse possono includere:

  • La rottura delle membrane. E’ la causa più diffusa. Se un medico rompe le acque troppo precocemente, il capo del bambino si troverà troppo in alto nell’utero. La perdita di liquido e la posizione della testa del bambino non inserita nella cervice consente al cordone ombelicale di precedere il bambino. Il cordone può quindi essere compresso mentre il bambino discende.
  • Parto prematuro.
  • Parto multiplo (parto gemellare, parto trigemellare, etc.). Il primo gemello può spingere fuori il cordone di un altro gemello.
  • Cordone ombelicale troppo lungo
  • Eccessivo fluido amniotico. In caso di abbondante quantità di fluido, il cordone può essere spinto fuori prima del bambino a causa della pressione del fluido che fuoriesce dalla madre.
  • Posizione inusuale del feto. Tale problematica include la posizione podalica: il bambino fuoriesce dal canale del parto prima con i piedi, dando spazio al cordone ombelicale di scivolare davanti ai piedi.

Il sintomo più ovvio del prolasso del cordone ombelicale si ha quando il cordone può essere visto o sentito prima che il bambino cominci a fuoriuscire. Può verificarsi anche sofferenza fetale da mancanza di ossigeno nonché una prolungata decelerazione della frequenza cardiaca fetale rilevabile dal cardiotocografo. Ciò può essere il sintomo di altri problematiche del parto ugualmente gravi e richiede un’immediata attenzione da parte dello staff medico.

Trattamento

Quando è diagnosticato il prolasso, è necessario che il parto avvenga il prima possibile. In alcuni casi, il medico tenterà di allontanare il bambino dal cordone al fine di diminuire la pressione e ridurre il rischio di privazione di ossigeno durante il parto vaginale. In tal caso, il personale medico potrebbe utilizzare il forcipe o la ventosa per velocizzare il parto per via vaginale. Spesso, il parto non potrà essere effettuato con tale modalità e viene quindi immediatamente effettuato un taglio cesareo d'urgenza. Generalmente, mentre la madre viene preparata per il cesareo, la parte fuoriuscita del bambino viene spinta indietro nella pelvi al fine di attenuare la pressione esercitata sul cordone ombelicale.

E’ importante che il taglio cesare avvenga velocemente. Se il parto non è effettuato velocemente c’è la possibilità che il flusso di ossigeno e di sangue necessario al feto diminuisca o sia completamente interrotto. Ciò potrebbe causare al feto danni cerebrali od anche la morte.

In base a quanto osservato in “Obstetrics: Normal and Problem Pregnancies", quinta edizione, di Steven G. Gabbe, la ricerca indica che il danno cerebrale permanente si verifica rapidamente quando il flusso d’ossigeno è completamente interrotto. Se l’asfissia si verifica per 7-12 minuti, possono verificarsi compromissioni motorie e comportamentali a seguito di alcune piccole lesioni. Se la mancanza di ossigeno dura tra i 12 e i 17 minuti, possono verificarsi gravi danni neurologici gravi e spesso anche la morte. Pertanto, per evitare al bambino danni cerebrali permantenti, la raccomandazione è che il parto avvenga in meno di 12 minuto dalla decelerazione del battito cardiaco del bambino.

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