Danni al neonato durante la terapia intensiva neonatale - Panoramica

Assistenza legale per bambini affetti da danni da parto|Avvocati specializzati in risarcimento del danno|Patrocinio su tutto il territorio nazionale

Le ragioni per le quali un neonato può avere bisogno di essere ammesso al reparto di terapia intensiva neonatale (UTIN) sono molte ed alcuni bambini hanno bisogno di giorni o settimane di terapia intensiva.
Durante il periodo neonatale, i bambini sono molto fragili e devono essere attentamente monitorati e trattati con cura. Anche una sola disattenzione nelle cure mediche di un bambino può avere importanti conseguenze sulla sua salute e causare danni permanenti al cervello. Alcuni bambini sono ammessi all’UTIN perché in seguito ad asfissia neonatale, che è una mancanza di ossigeno al cervello durante o in prossimità del momento del parto. L’asfissia neonatale è spesso causa di crisi epilettiche e encefalopatia neonatale o encefalopatia ipossico-ischemica, e questo è uno dei motivi per i quali un bambino può essere ammesso alla terapia intensiva neonatale. Se i bambini con encefalopatia ipossico ischemica non sono adeguatamente curati o gestiti, il danno cerebrale può peggiorare e svilupparsi in paralisi cerebrale infantile.

Alcuni bambini sono ammessi all’UTIN in seguito a parto prematuro e/o perché hanno problemi di respirazione. Questi fragili bambini devono essere attentamente monitorati e curati. In mancanza, il bambino può subire lesioni permanenti al cervello e condizioni come l’ encefalopatia ipossico-ischemica, leucomalacia periventricolare (LPV)sepsimeningite, paralisi cerebrale, disturbi convulsivi, disabilità intellettiva e ritardi nello sviluppo. Di seguito si elencano i tipi più comuni di negligenza in terapia intensiva:

ERRORI DELL’UNITA’ TERAPIA INTENSIVA NEONATALE (UTIN)

  • Lesioni causate dalla macchina per la respirazione (ventilazione), come lesioni da iperventilazione.
  • Mancata o inappropriata ossigenazione/ventilazione nel neonato.
  • Trattamento inadeguato dei problemi respiratori come la sindrome da sofferenza respiratoria (RDS) e apnea.
  • Somministrazione di dosi non adeguate di tensioattivo in un bambino nato prematuro.
  • Diagnosi e/o trattamento scorretto di condizioni come ittero e ipoglicemia.
  • Controllo non adeguato del bambino/disattenzione da parte dello staff medico.
  • Ritardata rianimazione alla nascita o dopo la nascita.
  • Mancata esecuzione delle necessarie manovre di rianimazione.
  • Improprio inserimento del tubo per la respirazione (errore di intubazione).
  • Gestione non adeguata della sindrome da aspirazione di meconio.
  • Diagnosi scorretta e trattamento non adeguato di infezioni come lo streptococco del gruppo B e l’herpes neonatale.
  • Trattamento non corretto della sepsi.
  • Mancata diagnosi o diagnosi non correttamente nel trattamento di emorragia cerebrale, come l’emorragia intracranica, l’emorragia intraventricolare e l’emorragia subgaleale.
  • Errata identificazione e gestione dell’encefalopatia e di altri problemi cerebrali, come l’aumento della pressione nel cervello (ipertensione endocranica).
  • Mancato riconoscimento e trattamento delle crisi epilettiche.
  • Diagnosi e trattamento non tempestivo dell’encefalopatia ipossico ischemica (HIE).
  • Inserimento e gestione non corretta del tubo di alimentazione.
  • Errori terapeutici.

Errori nella rianimazione

A volte, subito dopo la nascita, è possibile che il bambino non riesca a respirare o abbia difficoltà a respirare correttamente. Nel neonato potrebbe verificarsi assenza di battito cardiaco o ritmo cardiaco irregolare.

Qualsiasi ritardo nella rianimazione può causare gravi crisi ipossiche nel cervello del bambino. Inoltre, se lo staff medico non inserisce rapidamente e correttamente il tubo di respirazione nelle vie aeree superiori del bambino quando necessario (ad esempio, quando il neonato ha molte secrezioni nelle vie aeree o non respira), si possono manifestare nel piccolo gravi complicazioni, tra cui crisi da assenza di ossigeno. L’inserimento del tubo per la respirazione (intubazione) in un neonato richiede molta abilità. Se lo staff medico non ha sufficiente esperienza o non è attento, il tubo può finire nell’esofago del bambino, il che significa che l’aria non arriverà mai nei polmoni. Un’altra complicazione dell’intubazione può verificarsi quando il tubo viene inserito su un solo lato delle vie aeree superiori, il che significa solo un polmone verrà ossigenato.
Oltre alla intubazione, il team medico e gli specialisti della rianimazione devono somministrare farmaci adeguati a garantire una regolare funzione cardiaca, un corretto flusso di sangue e una sufficiente pressione sanguigna nel piccolo. Se il bambino è prematuro, devono essere somministrati tensioattivi per prevenire crisi respiratorie. Tutte queste manovre di rianimazione devono essere attuate subito dopo la nascita. Lo standard di cura prevede la presenza di specialisti nella rianimazione immediatamente disponibili in tutte le strutture dotate di centri per il parto. L’assenza di un aiuto immediato da parte di uno specialista della rianimazione in caso di necessità e/o la mancata rapida esecuzione delle manovre per la rianimazione, tra le quali l’intubazione, la compressione toracica e la defibrillazione del cuore (se necessario), possono causare danni permanenti al cervello del bambino, con patologie come l’encefalopatia ipossico ischemica (HIE) e la paralisi cerebrale.

Mancato trattamento delle infezioni che si trasmettono dalla madre al figlio durante la nascita

Se la mamma ha un’infezione durante la gravidanza, il suo medico deve prontamente diagnosticarla e curarla, perché molte infezioni possono essere trasmesse al bambino durante il parto. Queste pericolose infezioni materne includono quella da streptococco del gruppo B (spesso associata ad infezioni del tratto urinario della madre) e herpes. Lo streptococco del gruppo B (GBS) può provocare nel bambino sepsi e meningite, che possono addirittura causare paralisi cerebrale infantile. L’herpes può indurre nel bambino l’encefalite, patologia che può generare paralisi cerebrale. Lo GBS e l’herpesdevono essere, soprattutto nel neonato, rapidamente riconosciute e trattate al fine di evitare danni permanenti al cervello e addirittura la morte del bambino.
Impostazione impropria della macchina per la respirazione, lesioni da iperventilazione, mancato trattamento dell’apnea e dell’ipossia

Quando il neonato respira grazie all’aiuto di un macchinario, l’equipe medica deve prestare molta attenzione alle impostazioni di ventilazione per assicurarsi che il bambino sia sempre abbastanza ossigenato e riesca adespellere anidride carbonica sufficiente (CO2). A volte la macchina fornisce aria al bambino in quantità eccessiva o troppo velocemente, causando nel piccolo l’emissione di troppa CO2, condizione denominataipocapnia. Quando la concentrazione di CO2 nel sangue del bambino è inferiore al livello normale per troppo tempo, i vasi sanguigni del cervello possono ristringersi, provocando una diminuzione del flusso di sangue nel cervello stesso. La riduzione del flusso di sangue nel cervello può causare danni permanenti e malattie come la leucomalacia periventricolare (di solito presente in neonati prematuri), la PVL cistica e la paralisi cerebrale. A volte, la macchina per la respirazione provoca nel bambino lo pneumotorace o pneumotorace, consistente in un foro o più fori nei polmoni. Tale situazione è molto pericolosa, addirittura anche per la vita del piccolo, perché il foro può causare l’uscita dell’aria in uno spazio appena fuori dai polmoni del bambino. Questo spazio tende, così, a riempirsi sempre più di aria, limitando via via lo spazio del polmone (e dei vasi sanguigni) e provocando gravi diminuzioni di ossigeno nel bambino. Ciò può causare encefalopatia ipossico-ischemica (HIE), convulsioni e paralisi cerebrale infantile.
L’ipocapnia e lo pneumotorace sono infatti molto pericolose per il bambino. Oltre a prevenire questi problemi legati alla iperventilazione, il team medico deve assicurarsi che il bambino sia sempre abbastanza ossigenato e non stia subendo significative crisi di apnea. Si definisce evento di apnea un periodo in cui il bambino smette di respirare per 20 secondi o più. L’apnea è comune nei neonati prematuri e nei bambini che hanno una lesione cerebrale. La significativa privazione di ossigeno e l’apnea possono causare nel neonato l’ HIE. L’ipocapnia causata da iperventilazione può portare a leucomalacia periventricolare (PVL) e a PVL cistica; uno pneumotorace può causare HIE. La PVL e l’HIE possono causare convulsioni e paralisi cerebrale.

Impostazione impropria della macchina per la respirazione, lesioni da iperventilazione, mancato trattamento dell’apnea e dell’ipossia

Quando il neonato respira grazie all’aiuto di un macchinario, l’equipe medica deve prestare molta attenzione alle impostazioni di ventilazione per assicurarsi che il bambino sia sempre abbastanza ossigenato e riesca ad espellere anidride carbonica sufficiente (CO2). A volte la macchina fornisce aria al bambino in quantità eccessiva o troppo velocemente, causando nel piccolo l’emissione di troppa CO2, condizione denominataipocapnia. Quando la concentrazione di CO2 nel sangue del bambino è inferiore al livello normale per troppo tempo, i vasi sanguigni del cervello possono ristringersi, provocando una diminuzione del flusso di sangue nel cervello stesso. La riduzione del flusso di sangue nel cervello può causare danni permanenti e malattie come la leucomalacia periventricolare (di solito presente in neonati prematuri), la PVL cistica e la paralisi cerebrale. A volte, la macchina per la respirazione provoca nel bambino lo pneumotorace o pneumotorace, consistente in un foro o più fori nei polmoni. Tale situazione è molto pericolosa, addirittura anche per la vita del piccolo, perché il foro può causare l’uscita dell’aria in uno spazio appena fuori dai polmoni del bambino. Questo spazio tende, così, a riempirsi sempre più di aria, limitando via via lo spazio del polmone (e dei vasi sanguigni) e provocando gravi diminuzioni di ossigeno nel bambino. Ciò può causare encefalopatia ipossico-ischemica (HIE), convulsioni e paralisi cerebrale infantile.
L’ipocapnia e lo pneumotorace sono infatti molto pericolose per il bambino. Oltre a prevenire questi problemi legati alla iperventilazione, il team medico deve assicurarsi che il bambino sia sempre abbastanza ossigenato e non stia subendo significative crisi di apnea. Si definisce evento di apnea un periodo in cui il bambino smette di respirare per 20 secondi o più. L’apnea è comune nei neonati prematuri e nei bambini che hanno una lesione cerebrale. La significativa privazione di ossigeno e l’apnea possono causare nel neonato l’ HIE. L’ipocapnia causata da iperventilazione può portare a leucomalacia periventricolare (PVL) e a PVL cistica; uno pneumotorace può causare HIE. La PVL e l’HIE possono causare convulsioni e paralisi cerebrale.

Encefalopatia neonatale malgestita, emorragia cerebrale e meningite

Il cervello dei neonati è molto delicato. Lo staff medico deve assicurarsi che ci sia un adeguato flusso di sangue verso il cervello del bambino e che l’eventuale infiammazione al cervello venga gestita correttamente. Encefalopatia neonatale è un termine generico usato per descrivere qualsiasi tipo di disfunzione cerebrale causata da un trauma al cervello. A volte l’infiammazione al cervello accompagna l’encefalopatia. L’emorragia cerebrale, l’ictus, la sepsi, la privazione di ossigeno, l’encefalopatia ipossico-ischemica e la meningite possono tutte causare encefalopatia, anche se l’encefalopatia ipossico-ischemica è la causa più comune. L’infezione nel bambino deve essere tempestivamente trattata per evitare sepsi, meningite ed encefalopatia. Le raccolte di sangue nel cervello devono essere rapidamente riconosciute e gestite per prevenire NE. A volte il bambino potrà aver bisogno di trasfusioni di sangue per gestire la perdita causata dal sanguinamento nel cervello e dalle emorragie. Quando un bambino è affetto da encefalopatia neonatale, o da una qualsiasi delle condizioni mediche che possono causarla, è fondamentale che il team medico sia sempre certo che il bambino abbia un adeguato flusso di sangue e una pressione sanguigna nella norma, che il sangue sia sempre ossigenato, che i livelli di CO2 siano normali e che la pressione cerebrale non sia troppo alta. In caso contrario, nel bambino già affetto da encefalopatia neonatale, la situazione può solo peggiorare. Nei casi più gravi di encefalopatia la conseguenza più probabile è che il bambino soffrirà di encefalopatia ipossico ischemica (HIE), convulsioni e paralisi cerebrale.

Mancata diagnosi tempestiva dell’ encefalopatia ipossico-ischemica / omesso trattamento ipotermico (raffreddamento del cervello) in caso di encefalopatia ipossico-ischemica

Come accennato sopra, l’ encefalopatia ipossico-ischemica è la causa più comune di encefalopatia neonatale. Il trattamento per l’encefalopatia ipossico-ischemica deve essere effettuato entro 6 ore dalla formazione del trauma al cervello che l’ha causata. Ciò, generalmente, significa che la procedura medica deve essere fatta entro 6 ore dalla nascita. Il trattamento per l’encefalopatia ipossico-ischemica consiste nel raffreddamento del cervello a pochi gradi al di sotto della temperatura normale per 72 ore. Questo trattamento è chiamato trattamento ipotermico ed è utilizzato per arrestare quasi tutti i pericolosi processi chimici che iniziano a verificarsi quando il cervello subisce un trauma da privazione di ossigeno. Le ricerche mostrano che il trattamento ipotermico per l’encefalopatia ipossico-ischemica può aiutare a prevenire la paralisi cerebrale o a ridurne la gravità. La mancata diagnosi tempestiva dell’ encefalopatia ipossico-ischemica e il mancato trattamento ipotermico nei bambini che ne hanno bisogno è segno di negligenza.

Mancato trattamento delle convulsioni neonatali

L’encefalopatia ipossico ischemica (HIE) è la causa più frequente di convulsioni o di crisi epilettiche nel neonato. Le convulsioni si verificano quando il cervello si è infortunato o manifesta anomalie, ad esempio il presentarsi di scariche elettriche continue. Un bambino che ha una crisi epilettica può avere movimenti a scatto involontari che possono durare diversi secondi o pochi minuti. Spesso, però, la crisi può essere asintomatica. Proprio per questo motivo, i bambini che si sospetta abbiano l’encefalopatia ipossico-ischemica devono essere frequentemente controllati con elettroencefalografia (EEG), al fine di determinare se sono presenti o meno i segni delle crisi nel risultante tracciato. Le crisi epilettiche possono causare danni permanenti al cervello, quindi devono essere immediatamente riconosciute e gestite. Per determinare la causa delle crisi, il medico dovrà controllare eventuali problemi alle vie respiratorie, al cuore, la pressione sanguigna e la circolazione nel bambino, se non si riesce comunque a rintracciare la causa, il medico dovrebbe di solito iniziare la terapia farmacologica anti-epilettica, se le crisi continuano. La mancata diagnosi tempestiva e/o il trattamento delle crisi epilettiche in un bambino è considerata negligenza e può causare ulteriori lesioni cerebrali e paralisi cerebrale.

Mancata diagnosi tempestiva e gestione dell’ipoglicemia neonatale

L’ipoglicemia neonatale (NH) si verifica quando lo zucchero (glucosio) nel sangue del bambino scende al di sotto dei livelli pericolosi nei primi giorni dopo la nascita. I bambini hanno bisogno di glucosio per produrre energia e attivare le funzioni cerebrali. Una grave ipoglicemia neonatale è una delle principali cause di danno cerebrale neonatale. L’ipoglicemia del neonato non è difficile da diagnosticare e di solito è trattata molto facilmente. Non gestire l’ipoglicemia neonatale, tuttavia, può avere gravi conseguenze per il bambino perché il glucosio è la componente principale per generare energia in tutti gli organi, compreso il cervello. Quando le cellule del cervello non ricevono il quantitativo di glucosio sufficiente, cominciano a morire. Ciò può quindi portare a paralisi cerebrale e convulsioni. La mancata diagnosi tempestiva e/o il trattamento dell’ ipoglicemia neonatale è grave segno di negligenza.

Mancata diagnosi tempestiva e gestione dell’ittero

L’ittero è l’ingiallimento della pelle e degli occhi causato da un eccesso di bilirubina nel sangue del bambino. Labilirubina è il prodotto dalla distruzione dei globuli rossi. Tutti i bambini sperimentano un periodo di rapida rottura dei globuli rossi dopo la nascita e possono sembrare un po’ gialli. La maggior parte dei bambini sono in grado di rielaborare facilmente la bilirubina. In alcuni bambini, tuttavia, i globuli rossi si rompono più velocemente del normale e il corpo non riesce a metabolizzare facilmente la bilirubina. Quando ciò accade, la bilirubina si accumula nel sangue in livelli eccessivi, con conseguente rischio di ingresso della bilirubina nel tessuto cerebrale. La birilubina è tossica per il cervello e può causare una forma di danno cerebrale permanente chiamato kernittero, che spesso porta a paralisi cerebrale.
Alti livelli di bilirubina sono facili da diagnosticare e trattare. Il trattamento richiede semplicemente che il bambino venga posizionato sotto le luci, tale trattamento prende il nome di fototerapia. Nei casi più gravi, il bambino può avere bisogno di una exsanguinotrasfusione. Il mancato trattamento tempestivo dei livelli alti di bilirubina in un neonato è un grave segno di negligenza.

Altri errori del reparto di terapia intensiva neonatale (UTIN)

Altri errori commessi dall’UTIN tali da causare danni permanenti al cervello del bambino includono la somministrazione di farmaci non adatti ed eventuali problemi con i tubi e con le flebo necessarie al bambino. I tubi di alimentazione possono talvolta essere inseriti erroneamente nel polmone del bambino, con conseguenze disastrose. Le flebo necessarie al bambino possono essere inserite fuori vena o mal posizionate. Ad esempio, la cattiva gestione di una flebo centrale può causare numerosi problemi al bambino, tra i quali l’ictus, che può, a sua volta, causare danni permanenti al cervello e paralisi cerebrale. La colpa dello staff medico è evidente quando gli errori sono causati da farmaci, da tubi di alimentazione, dalla sistemazione e/o dalla gestione non opportuna delle flebo.

Altri errori del reparto di terapia intensiva neonatale (UTIN)

Altri errori commessi dall’UTIN tali da causare danni permanenti al cervello del bambino includono la somministrazione di farmaci non adatti ed eventuali problemi con i tubi e con le flebo necessarie al bambino. I tubi di alimentazione possono talvolta essere inseriti erroneamente nel polmone del bambino, con conseguenze disastrose. Le flebo necessarie al bambino possono essere inserite fuori vena o mal posizionate. Ad esempio, la cattiva gestione di una flebo centrale può causare numerosi problemi al bambino, tra i quali l’ictus, che può, a sua volta, causare danni permanenti al cervello e paralisi cerebrale. La colpa dello staff medico è evidente quando gli errori sono causati da farmaci, da tubi di alimentazione, dalla sistemazione e/o dalla gestione non opportuna delle flebo.

Avvocati con esperienza in malasanità in casi di errori nel reparto TIN | Assistenza legale su tutto il territorio nazionale

Se il tuo bambino ha subito lesioni a causa di negligenza nell’esecuzione della rianimazione, del trattamento ipotermico per encefalopatia ipossico ischemica, del trattamento di infezioni, dell’ipoglicemia o delle convulsioni del neonato, dovresti al più presto rivolgerti ad un avvocato specializzato in negligenza medica. Contatta GRDLEX attraverso il nostro modulo online o telefonando.

I nostri avvocati specializzati in lesioni subite dal neonato a causa di errori del personale medico durante la gravidanza, il travaglio o il parto, ti diranno, con l’ausilio del nostro staff di medici neonatologi e ginecologi, se la persona lesa ed i suoi familiari potranno aver diritto ad un risarcimento dei danni. Lo studio GRDLEX è sito in Roma e segue i propri clienti su tutto il territorio nazionale.

Importante: tutta la procedura non ha alcun costo. Dovrai pagarci solo se e quando otterrai il risarcimento.

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