Paralisi cerebrale infantile: fattori di rischio

COS’E’ UN FATTORE DI RISCHIO

I fattori di rischio di paralisi cerebrale sono eventi o circostanze che aumentano le possibilità che un bambino sviluppi la paralisi cerebrale infantile. La presenza di uno o più fattori di rischio non implica necessariamente che il bambino sviluppi la paralisi cerebrale, ma soltanto che le possibilità di risultare affetti dalla condizione sono più alte rispetto ai soggetti nei quali i fattori od il fattore rischio non sono presenti. Allo stesso modo, l’assenza di un fattore di rischio non elimina possibilità che il bambino possa sviluppare la paralisi cerebrale.

Evitare il verificarsi di fattori di rischio aiuterà a diminuire le possibilità che il bambino sviluppi la paralisi cerebrale; ogni esposizione a fattori di rischio precedentemente al concepimento e durante la gravidanza deve essere portata all’attenzione del medico al fine di gestire e trattare correttamente il rischio.

 

Gli eventi che incidono in misura maggiore nello sviluppo della paralisi cerebrale infantile includono incidenti, traumi cranici, negligenza medica e sindrome del bambino scosso. Tali eventi possono anche includere infezioni, complicazioni sorte durante il parto, convulsioni materne, infiammazioni e condizioni croniche impropriamente trattate. I rischi possono essere sia evitabili che inevitabili.

L’esposizione da parte della madre a tossine provenienti dal fumo di sigarette, droghe, pesticidi o farmaci prima o durante la gravidanza può aumentare le possibilità che il bambino possa sviluppare la paralisi cerebrale.

Anche lo stato di salute dei genitori e il loro stile di vita costituiscono un fattore di rischio. Per esempio, genitori con meno di 18 anni o più di 34 anni hanno più probabilità di avere un bambino con paralisi cerebrale. Anche i disturbi alimentari della mamma gestiti non correttamente durante la gravidanza costituiscono fattori di rischio. I fattori di rischio di paralisi cerebrale sono spesso confusi con i segni, sintomi o cause di paralisi cerebrale. Ifattori di rischio aumentano le probabilità che la paralisi cerebrale si verifichi. I sintomi sono manifestazioni che possono indicare l’esistenza della condizione. I segni sono la prova clinica dell’esistenza della condizione. Lecause della paralisi cerebrale consistono in uno dei quattro seguenti tipi di lesione encefalica:

  • LEUCOMALACIA PERIVENTRICOLARE (PVL) –lesione della sostanza bianca dell’encefalo

  • DISGENESIA CEREBRALE – malformazioni encefaliche/anormale sviluppo encefalico

  • EMORRAGIA INTRACRANICA (IVH) – emorragia cerebrale

  • ENCEFALOPATIA IPOSSICO ISCEHEMICA (HIE)- lesione causata da asfissia perinatale o neonatale

I FATTORI DI RISCHIO PIU’ COMUNI

La lista di fattori di rischio di seguito indicata non vuole essere omnicomprensiva; anche ulteriori fattori potrebbero contribuire allo sviluppo della paralisi cerebrale.

I piu comuni fattori di rischio di paralisi cerebrale infantile sono i seguenti:

  • ASFISSIA
  • INFEZIONI
  • COMPLICAZIONI DURANTE IL PARTO
  • INCOMPATIBILITA’ DEL TIPO SANGUIGNO O ITTERO
  • PARTO PREMATURO
  • STILE DI VITA E CONDIZIONI DI SALUTE DEI GENITORI
  • LESIONI ENCEFALICHE DA TRAUMA
  • PROBLEMI RELATIVI ALLA PLACENTA
  • PARTO GEMELLARE E FARMACI PER L’INFERTILITA’
  • RESTRIZIONE DELLA CRESCITA INTRAUTERINA

COME INCIDE IL FATTORE DI RISCHIO NELLO SVILUPPO DELLA PARALISI CEREBRALE?

Ricerche recenti suggeriscono che la combinazione dei fattori di rischio – ricorrenti in un determinato momento ed in un determinato ordine – può avere un’efficacia causale significante nello sviluppo della paralisi cerebrale. Nessun fattore di rischio preso singolarmente è in grado di determinare la paralisi cerebrale. Tuttavia, si ritiene che alcuni fattori di rischio determinino o aumentino altri rischi. La ricerca nel campo della paralisi cerebrale infantile è attualmente impegnata nel comprendere in quale misura i fattori di rischio interagiscano tra di loro.

Un esempio di come i fattori di rischio incidano sul piano della causalità è il seguente: La mamma viene esposta ad una certa tossina che determina mutazioni di alcuni geni tali da aumentare il rischio di paralisi cerebrale. Tale esposizione, cioè, non causa la paralisi cerebrale ma rende il feto più vulnerabile ad altri fattori di rischio: se dal feto viene contratta un’infezione, il responso del corpo sarà l’infiammazione e la produzione di citochine. Ciò diminuisce la tolleranza del feto ad una privazione dell’ossigeno. Durante il parto, poi, si verifica una situazione di prolasso del cordone ombelicale che causa una momentanea asfissia. L’esposizione al fattore di rischio, unitamente all’asfissia può determinare una lesione o malformazione encefalica tale da determinare paralisi cerebrale.

Un altro esempio di come i fattori di rischio contribuiscano sul piano causale, in ordine allo sviluppo della paralisi cerebrale, è il seguente: Una madre che ha avuto diverse gravidanze complicate ed un aborto chiede la consulenza di un esperto in fertilità al fine di rimanere incinta. Il medico prescrive trattamenti per la fertilità che determinano una gravidanza multipla. I bambini nascono prematuri e con un basso peso corporeo. In tale esempio, precedenti gravidanze con complicazioni, infertilità, gravidanza multi-gemellare, basso peso corporeo alla nascita e prematurità sono tutti fattori di rischio che individualmente, o insieme, determinano un aumento del rischio che il bambino sviluppi paralisi cerebrale.

Molti bambini nascono in buono stato di salute e rimangono in tale stato nonostante la presenza di molti fattori di rischio. L’obiettivo è quello di eliminare o ridurre, quando possibile, l’esposizione a fattori a rischio.

In considerazione di quanto detto, le coppie che progettino di avere un bambino dovrebbero prima ottenere una consulenza pre-concepimento. Se la coppia non ha la possibilità di programmare la gravidanza, la mamma dovrebbe fissare una visita ginecologica non appena sospetti di essere incinta. Il ginecologo dovrà valutare i rischi, ottenere la storia medica della mamma e del papà e monitorare la gravidanza. Durante la gravidanza è molto importante informare il ginecologo di ogni esposizione a fattori di rischio

 CHIARIMENTI TERMINOLOGICI

Differenza tra fattori di rischio e sintomi di paralisi cerebrale

I fattori di rischio non sono sintomi. I fattori rischio determinano un aumento delle probabilità che un bambino possa sviluppare la paralisi cerebrale. I sintomi, invece, sono una possibile evidenza della esistenza di paralisi cerebrale. Un sintomo precoce di paralisi cerebrale è costituito da ritardo dello sviluppo. Il ritardo dello sviluppo indica che un bambino non ha raggiunto le tappe associate dalla comunità medica ad una determinata età o peso corporeo. Tale ritardo può essere un sintomo di paralisi cerebrale, di un’altra condizione oppure indicare semplicemente che il bambino si sta sviluppando ad una differente velocità rispetto alla maggioranza dei bambini.

Ogni sintomo dovrebbe essere individuato con la consulenza di un dottore. Il ritardo dello sviluppo non incrementa le probabilità di sviluppare paralisi cerebrale. Piuttosto, si tratta di un sintomo che, in combinazione con altri sintomi, può indurre a ritenere che il bambino abbia sviluppato la paralisi cerebrale.

Differenza tra fattori di rischio e cause di paralisi cerebrale

I fattori di rischio sono diversi dalle cause. Il fattore di rischio aumenta le possibilità che un bambino nasca con la paralisi cerebrale. La causa è l’azione che determina la paralisi cerebrale. La causa di paralisi cerebrale consiste in una lesione o malformazione encefalica che può normalmente essere identificata attraverso risonanza magnetica o TAC. Sebbene la lesione o malformazione encefalica che causa la paralisi cerebrale sia identificata, non è sempre possibile individuare lo specifico evento che causi la lesione o la malformazione.

Per esempio, il parto prematuro (parto precedente alla 37ª settimana) è un significativo fattore di rischio. Tuttavia, la prematurità non è considerata una causa della lesione encefalica che determina la paralisi cerebrale. Infatti, molti bambini nati prematuri si sviluppano nello stesso modo dei bambini nati a termine. Il parto prematuro non causa paralisi cerebrale. Tuttavia, genitori e medici devono prestare attenzione al fatto che le probabilità di sviluppare paralisi cerebrale aumentano in caso di parto prematuro.

I fattori di rischio incrementano le probabilità che si sviluppi la paralisi cerebrale. I sintomi sono l’indice che una determinata condizione esiste. Le cause sono gli eventi che determinano la paralisi cerebrale.

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