Acidosi fetale: cause, conseguenze e cura

L'acidosi fetale è una condizione in cui il sangue del feto, a causa di mancanza di ossigeno, diventa acido, cioè a basso Ph.

Per svilupparsi senza problemi, il feto deve essere in grado di ricevere ossigeno dalla madre ed espellere, attraverso la madre, anidride carbonica. L'ossigeno viaggia attraverso i polmoni, il cuore, il sistema vascolare, l'utero e la placenta della madre, raggiungendo infine il cordone ombelicale e il feto. L'anidride carbonica rilasciata dal feto effettua questo viaggio al contrario ed alla fine viene rilasciata quando la madre espira.

L'interruzione, in qualsiasi punto di tale percorso può causare l'ipossia fetale, che è un calo potenzialmente pericoloso dell'approvvigionamento di ossigeno ai tessuti del bambino ed asfissia neonatale, ossia una carenza patologica di ossigeno fetale. L'ipossia può portare all'acidosi, cioè ad un processo mediante il quale il sangue diventa anormalmente acido. Questo stato di elevata acidità (o basso pH) è indicato come acidemia (1).

In caso di asfissia rilevabile dal tracciato, il feto deve essere partorito attraverso parto operativo (ventosa) o taglio cesareo d'urgenza.

L'acidosi rilevata dall'esame del sangue del cordone ombelicale è uno degli indici di asfissia intrapartum.

Le cause dell'acidosi fetale

Nella medicina postnatale, le cause dell'acidosi sono spesso classificate come respiratorie o metaboliche. Tuttavia, l'acidosi fetale è spesso causata da una combinazione di fattori respiratori e metabolici. La causa iniziale dell'acidosi fetale è di solito respiratoria, ma senza miglioramento dell'ossigenazione, il feto ricorrerà al metabolismo anaerobico per mantenere le funzioni corporee di base (2). Il metabolismo anaerobico produce meno energia del metabolismo aerobico e porta anche alla produzione di acido lattico. L'acidosi metabolica si verifica quando si determina un accumulo di acido lattico (1).

Piuttosto che distinguere tra cause respiratorie e metaboliche, può essere più utile classificare l'acidosi fetale come acuta (che dura per ore) o cronica (che dura per giorni).

L'acidosi fetale acuta può essere causata dai seguenti fattori (2):

  • Materni: i fattori materni includono complicazioni che determinano bassa pressione sanguigna (come l'uso improprio dell'epidurale) o basso volume di sangue (come l'emorragia). Le contrazioni uterine eccessivamente forti o frequenti possono anche portare a ipossia e acidosi. A volte ciò è causato dall'abuso dei farmaci che potenziano il travaglio come l'ossitocina o le prostglandine sintetiche.
  • Placentari: i problemi placentari che interrompono la circolazione uteroplacentare, come il distacco della placenta o la rottura dell'utero, possono provocare esiti rapidi e gravi al feto.
    Circolazione fetale: la funzione del cordone ombelicale è essenziale per un'ossigenazione adeguata. Varie complicazioni del cordone ombelicale, come il nodo vero e prolasso del cordone, possono portare rapidamente all'ipossia fetale e all'acidosi. Il prolasso del cordone è talvolta causato da amniotomia precoce.

L'acidosi fetale cronica può essere causata dai seguenti fattori (2):

  • Materni: l'acidosi fetale cronica può essere causata da malattie respiratorie o cardiache nella madre e da un ridotto flusso di sangue alla placenta a causa di complicazioni come la preeclampsia.
  • Placentari: il ridotto trasferimento placentare dell'ossigeno nelle gravidanze con restrizione della crescita intrauterina (IUGR) può portare a ipossia fetale e acidosi.
  • Fetali: alcuni esempi di condizioni all'interno del feto che possono portare ad acidosi includono emorragia feto-materna e gravi anormalità cardiache.

Segni di acidosi fetale

In qualsiasi gravidanza, è fondamentale che i medici sorveglino i segni di sofferenza fetale. Tali segni indicano che il feto potrebbe essere in pericolo, potenzialmente a causa di ipossia e acidosi. Alcuni segni di sofferenza fetale possono includere:

  • Diminuzione del movimento fetale
  • Anomalie osservabili sul tracciato del monitoraggio fetale
  • Anomalie osservate nel test di non stress (NST) o nel test di contrazione da sforzo (CST)
  • Indice del liquido amniotico anormale (AFI)
  • Risultati anormali del profilo biofisico (BPP)
  • Sanguinamento vaginale
  • Crampi materni
  • Ipertensione materna
  • Aumento di peso materno insufficiente o eccessivo

Diagnosticare l'acidosi fetale

L'ipossia e l'acidosi possono essere diagnosticate utilizzando i seguenti strumenti, tra gli altri metodi (2):

  • Ecografia Doppler
  • Monitoraggio della frequenza cardiaca fetale
  • Test del gas ematico del cordone ombelicale
  • Il punteggio del profilo biofisico (BPP), che è composto dai seguenti test / misurazioni:
    • Test di non stress (NST)
    • Misurazione dell'indice / volume del liquido amniotico (AFI / AFV) mediante ultrasuoni
    • Osservazione dei movimenti respiratori del feto
    • Osservazione dei movimenti corporei grossolani
    • Osservazione del tono (movimenti di riflesso e di estensione)

Trattamento dell'acidosi fetale

I feti in cui si stia verificando ipossia ed acidosi spesso devono essere partoriti attraverso il taglio cesareo d'urgenza. Mentre preparano la madre per il relativo intervento, i medici dovrebbero anche darle ossigeno, cambiarle posizione e aumentare i suoi fluidi per via endovenosa. Se un bambino nasce in stato di acidemia, è fondamentale che i medici effettuino un trattamento tempestivo. Poiché l'acidosi è così altamente correlata con l'ipossia, sarà probabilmente necessario effettuare l'ipotermia terapeutica (cool cap), che può minimizzare la diffusione del danno cerebrale dopo che il feto abbia subito una carenza di ossigeno. Un neonato con acidemia può anche aver bisogno di altri trattamenti di supporto, come farmaci per gestire le convulsioni. Le conseguenze a lungo termine che possono derivare da ipossia e acidosi possono anche richiedere determinati trattamenti, terapie e interventi chirurgici. Per saperne di più, fai clic sulle singole condizioni elencate nel seguente paragrafo intitolato "Conseguenze dell'acidosi fetale".

Conseguenze dell'acidosi fetale

I feti normali hanno meccanismi per resistere all'acidosi per brevi periodi di tempo. Tuttavia, se l'acidosi è molto grave o cronica, essa può causare la morte o lesioni permanenti. Tali lesioni includono:

Acidosi fetale, Malasanità e Assistenza Legale

L'acidosi fetale può essere causata da malasanità. Esempi di condotte mediche imperite o negligenti che possono portare all'ipossia e all'acidosi fetale comprendono l'uso improprio di  farmaci per l'analgesia epidurale o per l'induzione del travaglio o l'amniotomia precoce o non necessaria (2). Vi possono anche essere gravi conseguenze se i sanitari non riescono a trattare problemi come il prolasso del cordone ombelicale, o non controllano e reagiscono prontamente ai segni di sofferenza fetale. Molti casi di grave ipossia e acidosi derivano dalla mancata esecuzione tempestiva del parto cesareo d'urgenza quando questo sia indicato.

Se sospetti che tuo figlio si sia trovato in stato di acidosi fetale a causa di colpa medica, potresti prendere in considerazione la possibilità di intraprendere un'azione legale. Gli avvocati per malasanità nel parto di GRDLEX si occupano prevalentemente su casi di malasanità che si verificano durante la gravidanza, il parto o il periodo neonatale. Lavorano anche a stretto contatto con un team medico di alta competenza, che consente loro di approfondire le complesse questioni mediche che contraddistinguono i casi di danni al neonato. Per capire se puoi ottenere giustizia, ti preghiamo di contattarci per una analisi gratuita del caso. Il nostro studio ha trattato con successo casi di gravi danni da parto di risonanza nazionale. Il compenso dei nostri professionisti non è dovuto se non in caso di vittoria.

Consulenza Gratuita

Per una consulenza gratuita contatta GRDLEX con una delle seguenti modalità:

FONTI

  1. Ayres-de-Campos, Diogo. “Acute Fetal Hypoxia/Acidosis.” Obstetric Emergencies. Springer International Publishing, 2017. 7-25.
  2. Bobrow, Catherine S., and Peter W. Soothill. “Causes and consequences of fetal acidosis.” Archives of Disease in Childhood-Fetal and Neonatal Edition 80.3 (1999): F246-F249.
  3. Low, J. A., Froese, A. F., Galbraith, R. S., Sauerbrei, E. E., McKinven, J. P., & Karchmar, E. J. (1990).
  4. The association of fetal and newborn metabolic acidosis with severe periventricular leukomalacia in the preterm newborn. American Journal of Obstetrics & Gynecology, 162(4), 977-982.
  5. Szpecht, D., Szymankiewicz, M., Nowak, I., & Gadzinowski, J. (2016). Intraventricular hemorrhage in neonates born before 32 weeks of gestation—retrospective analysis of risk factors. Child’s Nervous System, 32(8), 1399-1404.

Argomenti simili

TOP
Consulenza Gratuita Ora